lunedì 27 giugno 2011

Letture gustose #2

Eccoci al secondo appuntamento con Letture gustose:


Devo ammettere che di musica classica non me ne intendo proprio tanto anche se mi piace molto. Ma a dispetto della mia ignoranza sull'argomento questo libro ha saputo conquistarmi già ad una prima rapida lettura, principalmente per la gioiosità e giocosità con cui viene trattato il rapporto, più stretto di quel che si pensa, tra il mondo della musica e della cucina. 
Analogie filologiche, ricordi tratti dalla letteratura e dalla tradizione e tanti simpatici aneddoti si susseguono intrecciandosi con stuzzicanti ricette a tema.
In effetti non avevo mai notato quanto spesso si mangi e si beva nelle rappresentazioni liriche (lo stesso titolo del libro rammenta uno dei più celebri banchetti operistici, rappresentato nel secondo atto del Don Giovanni di Mozart) ed ignoravo il fatto che in passato i palchetti erano una sorta di salottini dove si colloquiava e si mangiava: dietro di essi infatti si trovavano delle piccole cucine dove la servitù dei nobili preparava la cena, i rifiuti venivano poi buttati giù dalla finestra con una certa noncuranza.
L'interconnessione tra cibo e musica è attestata anche da tutta una serie di espressioni linguistiche comuni; molti grandi musicisti sono stati cultori appassionati della buona tavola, basti pensare a Gioacchino Rossini ed alle numerose ricette a lui attribuite, tra le quali spiccano i famosi "Tournedos alla Rossini". Numerose sono le ricette che si inspirano ai grandi musicisti e alle loro composizioni, per non parlare poi della musica da tavola, in voga nel '600-'700, che vanta un variegato repertorio di musiche espressamente composte per essere eseguite durante il banchetto, come sottofondo o come intervallo tra i servizi. 


Vi lascio infine con le parole in quarta di copertina ed un video della succitata scena del Don Giovanni di Mozart (Atto secondo, scena diciassettesima):

Musica e cucina hanno molto in comune, uno chef a suo modo è un direttore d'orchestra (e viceversa) e chi ama un'arte spesso indulge anche ai piaceri dell'altra. All'opera si mangia, si beve, si brinda, si banchetta - magari approfittando dell'occasione per avvelenare qualcuno.
In Spagna nel Cinquecento era in voga una forma di composizione musicale detta ensalada. Un centone di brani di autori diversi adattati a un libretto nuovo si chiama pasticcio. Un pezzo strumentale composto da un miscuglio di motivi e arie celebri tratte spesso da un melodramma è un pot-pourri, che i francesi hanno creato partendo dallo spagnolo olla potrida, gran misto di carni e verdure cotte tutte insieme. Nell'opera barocca un'aria cantata da un comprimario mentre il pubblico era distratto e magari si dissetava si chiama aria di sorbetto. Un bicchiere stretto e alto è una flûte.



[Don Giovanni]
   
Già la mensa è preparata.
    Voi suonate, amici cari!
    Giacché spendo i miei danari,
    Io mi voglio divertir.

(Siede a mensa.) Leporello, presto in tavola.

[Leporello]
    Son prontissimo a servir.
(i suonatori cominciano) 
Bravi! Bravi! Cosa rara!

[Don Giovanni]

    Che ti par del bel concerto?

[Leporello]

    È conforme al vostro merto.

[Don Giovanni] (mangiando)
    Ah che piatto saporito!

[Leporello] (a parte)
    (Ah che barbaro appetito!
    Che bocconi da gigante!
    Mi par proprio di svenir.)

[Don Giovanni]

    (Nel veder i miei bocconi
    Gli par proprio di svenir.)
    Piatto!
[Leporello] (muta il piatto)
    Servo.
    Evvivano i litiganti.
[Don Giovanni]

    Versa il vino!
    Eccellente marzimino!

[Leporello] (mangiando e bevendo di nascosto)
    (Questo pezzo di fagiano,
    Piano piano vo’inghiottir.)

[Don Giovanni]

    (Sta mangiando, quel marrano!
    Fingerò di non capir.)

[Leporello] (ai suonatori che di nuovo cangiano motivo)
    Questa poi la conosco pur troppo.

[Don Giovanni] (senza guardarlo)
    Leporello!

[Leporello] (col boccon in gola)
    Padron mio!

[Don Giovanni]

    Parla schietto, mascalzone.

[Leporello]

    Non mi lascia una flussione
    Le parole proferir.

[Don Giovanni]

    Mentre io mangio fischia un poco.

[Leporello]

    non so far.

Don Giovanni (accorgendosi che mangia)
    Cos’è?

[Leporello]

    Scusate!
    Sì eccellente è il vostro cuoco,
    Che lo volli anch’io provar.
[Don Giovanni]
    (Sì eccellente è il cuoco mio,
    Che lo volle anch’ei provar.)